Commemorazione 25 aprile

Published on 21 April 2020 • Comune

Le restrizioni imposte dalla lotta al Covid -19 ci impediranno quest'anno di celebrare il 75° anniversario della Liberazione con le tradizionali cerimonie pubbliche e la partecipazione della cittadinanza.

Per l'importanza che ha per la nostra storia la ricorrenza non può però passare sotto silenzio.

Per questo è nata l'iniziativa "25 aprile: a distanza ma insieme". I Sindaci dell'Astigiano ricordano la Liberazione ognuno nel proprio paese, ma contemporaneamente: leggendo ad alta voce una stessa poesia (Una sera di sole) il 25 aprile e alle ore 11. 

La poesia "Una sera di sole" è stata scritta nel 1944 da un giovane prigioniero del campo di concentramento di Terezin (Repubblica Ceca) in cui, tra il 1941 e il 1945, furono rinchiusi 15 mila bambini e adolescenti ebrei (250 vi nacquero, mentre gli ultra14enni vennero destinati al lavoro coatto). A migliaia furono poi deportati nei lager di Auschwitz e Treblinka.

"Abbiamo scelto questa poesia  per ringraziare chi si è battuto per la libertà e per ricordare il sacrificio di chi l'ha persa per sempre, ovunque sia successo. Non è un dettaglio secondario che in questi versi si ritrovi lo stesso impegno a cui tutti noi siamo chiamati in questa difficile emergenza sanitaria: resistere, per riconquistare la nostra libertà individuale e di popolo".

Il Sindaco, dal balcone del Palazzo Comunale leggerà la poesia in diretta Facebook  invitando i propri concittadini a fare la stessa cosa, ma nel rispetto delle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria, stando rigorosamente a casa. 

Gli studenti di ogni ordine e grado sono invitati a creare testi, disegni, video sotto al titolo: "stando rigorosamente a casa.Che cos'è per me la libertà?". I lavori saranno pubblicati sui siti web dei Comuni, della Provincia e dell'Israt, che, da martedì 21 aprile, dedicherà un approfondimento sulla storia del campo di Terezin e, dal 26, darà spazio alle foto dei Sindaci/lettori.

La poesia

Una sera di sole

In una sera di sole, sotto l’azzurro del cielo,
sotto le gemme fiorite di un robusto castagno,
me ne sto seduto nella polvere del cantiere.
E’ un giorno come ieri, un giorno come tanti.
[…]
Ogni cosa fiorisce e senza fine sorride.
Vorrei volare, ma come, ma dove?
Se tutto è in fiore, oggi mi dico,
perché io non dovrei? E per questo resisto!

(Anonimo, 1944)

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